Vai al contenuto
My SüdtirolOsservatorio indipendente su Alto Adige e Bolzano

Proposte, nodo «Calore»

Bolzano fresca

Una rete di luoghi freschi aperti a tutti e una telefonata a chi vive solo, per l'estate 2027 a Bolzano.

Le notti tropicali a Bolzano sono passate da una manciata all'anno negli anni Sessanta a venti e più. Propongo che il Comune, prima dell'estate 2027, censisca e segnali i luoghi freschi che già esistono, in modo che ognuno ne abbia uno entro dieci minuti a piedi, li tenga aperti nei giorni di allerta anche la sera e il sabato, e che durante le allerte qualcuno telefoni, ogni due giorni, alle persone di 75 anni e più che vivono sole e si sono iscritte a un registro.

Stato
Proposta argomentata, da discutere con il Comune, l'Azienda Servizi Sociali, l'Azienda sanitaria e le associazioni che già lavorano con gli anziani. Versione 1 del 29 ottobre 2026.
Chi può decidere
Il Comune di Bolzano (politiche sociali, biblioteche e centri civici, Protezione civile comunale) con l'Azienda Servizi Sociali, che gestisce l'assistenza domiciliare e il numero Emergenza Anziani. L'Azienda sanitaria dell'Alto Adige per la sorveglianza attiva prevista dal piano nazionale. La Provincia, che con il Piano sanitario 2026–2030 ha annunciato misure obbligatorie dal 2027.
Costo stimato
Circa 180 mila euro per estate, meno di 2 euro per abitante. Il calcolo e le ipotesi sono più sotto.
Tempi
Decisione entro marzo 2027, lettera ai residenti di 75 anni e più che vivono soli ad aprile, rete aperta dal 1° giugno, verifica a fine estate 2027.
Novità
Una rete di rifugi climatici l'hanno già chiesta, senza successo, le minoranze in Consiglio comunale nel giugno 2026 e due mozioni in Consiglio provinciale nel settembre 2026; il Comune ha un servizio estivo per anziani, «Un'estate da brivido», con due sedi. Il mio contributo è il disegno operativo per la città: quali luoghi e dove mancano, gli orari di allerta, un registro con chiamate attive, i costi e un modo per sapere se funziona.

Il problema, nei dati

Una notte è tropicale quando la temperatura non scende sotto i 20 °C: il corpo non si raffredda, e sono le notti, più dei giorni, a pesare su chi è anziano o malato. A Bolzano, secondo le osservazioni dell'Ufficio meteorologia della Provincia elaborate da Eurac Research, le notti tropicali erano in media 4 all'anno fra il 1961 e il 1970; fra il 2021 e il 2025 sono state in media 20, con il record di 28 nel 2024. La tendenza di fondo della serie è salita da circa 4 a circa 20 notti all'anno, e l'aumento è statisticamente significativo.1

Notti tropicali a Bolzano, 1961–2025

Notti con temperatura minima non inferiore a 20 °C, per anno; la seconda linea è il filtro passa-basso che Eurac usa per mostrare la tendenza di fondo. Nessuna osservazione per il 1979. Fonte: Eurac Research, Climate Change Monitoring South Tyrol, su dati dell'Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe.1

L'estate 2026 ha superato tutto: secondo il bilancio del Servizio meteorologico provinciale, a Bolzano ci sono stati 27 giorni con massime sopra i 35 °C e 32 notti tropicali (contando anche gli ultimi giorni di maggio), cinque ondate di calore, e il 30 luglio la temperatura ha toccato i 38,9 °C.2 Nell'ondata di fine giugno i pronto soccorso di Bolzano, Merano e Bressanone hanno registrato accessi in aumento di circa il 10%, soprattutto di persone fragili o con malattie pregresse.3

Quanto costi il caldo in vite lo dicono solo stime da modello, che vanno lette con cautela. Uno studio dell'Imperial College di Londra e della London School of Hygiene and Tropical Medicine, diffuso il 23 ottobre 2026 e accettato dalla rivista Nature Health, stima in oltre 50 mila i decessi legati al caldo fra giugno e agosto 2026 in 854 aree urbane europee, due terzi dei quali attribuiti al riscaldamento di origine umana; per Bolzano la stima è di 43 decessi, il 68% dei quali attribuiti al cambiamento climatico.4 Sono numeri calcolati applicando curve statistiche fra temperatura e mortalità, non decessi contati uno per uno: dicono l'ordine di grandezza del rischio, non il nome di chi è morto.

Chi rischia di più lo sappiamo: le persone molto anziane, chi vive solo, chi ha malattie croniche, chi abita ai piani alti senza aria condizionata. A Bolzano un abitante su quattro ha 65 anni o più, e 11.752 persone di 60 anni e più vivono sole, erano 6.470 nel 1990.5 Il numero di chi ha 75 anni e più e vive solo il Comune non lo pubblica. Si può stimare: al Censimento permanente 2023, nei comuni classificati come città del Nord-est le famiglie di una sola persona di 75 anni e più sono l'11,1% di tutte le famiglie;6 applicata alle 51.214 famiglie di Bolzano, quella quota dà circa 5.700 persone, un ordine di grandezza fra 5.000 e 6.000. Nelle città italiane, inoltre, il 3,9% degli anziani soli di 75 anni e più dichiara di non avere nessuno su cui contare, né parenti né amici né vicini.6 A Bolzano sarebbero circa duecento persone.

Che cosa c'è già

Il Comune ha un servizio estivo per anziani, «Un'estate da brivido». Nel 2026, dal 29 giugno al 28 agosto, dal lunedì al venerdì fra le 10.30 e le 17, ha aperto due sedi climatizzate con pranzo e trasporto dedicato: il Club della Visitazione in viale Europa e l'Associanziani in via Claudia Augusta. Ci si iscrive attraverso i Servizi di assistenza domiciliare, con le stesse modalità del servizio pasti; le informazioni passano dal numero Emergenza Anziani dell'Azienda Servizi Sociali.7 Quanti vi abbiano partecipato il Comune non lo ha pubblicato. Rispetto al 2024, quando c'era una sola sede aperta un giorno a settimana, è un passo avanti grande. Ma resta un servizio per chi è autosufficiente e si iscrive, in orario diurno feriale: non una rete di luoghi dove chiunque possa entrare, e non un modo per raggiungere chi non esce di casa.

Bolzano è una delle 27 città per cui il Ministero della Salute pubblica il bollettino di allerta per le ondate di calore, dal 25 maggio al 20 settembre, e fino al 30 settembre se il rischio persiste. Le linee di indirizzo nazionali, aggiornate nel luglio 2026, prevedono «anagrafi dei suscettibili» e la sorveglianza attiva, da parte dei medici di famiglia, degli anziani iscritti durante le ondate di calore, con visite a domicilio previste al livello 2 di allerta.8 Se e come questo avvenga a Bolzano non è pubblicato.

La politica locale ha già discusso una rete di rifugi climatici, e l'ha respinta. A fine giugno 2026 il Consiglio comunale ha bocciato un pacchetto di 17 proposte della minoranza sull'adattamento al caldo, fra cui una rete di rifugi climatici e il potenziamento delle tutele per anziani e persone fragili; la maggioranza ha sostenuto che l'amministrazione sta già lavorando su questi temi.9 Il 10 settembre 2026 il Consiglio provinciale ha respinto due mozioni: quella del Team K, n. 443/26, per un piano provinciale di protezione dal caldo e piani per ospedali e strutture di cura (15 sì, 18 no, 1 astenuto), e quella del Gruppo Verde, n. 448/26, che chiedeva fra l'altro una rete provinciale di rifugi climatici gratuiti in biblioteche, musei, cinema, centri giovanili, strutture per anziani e chiese, una carta dei rifugi in formato elettronico e cartaceo e una campagna informativa per i gruppi vulnerabili dall'estate 2027 (15 sì, 19 no). In aula l'assessore alla salute Hubert Messner ha detto che il riesame del Piano sanitario 2026–2030 prevede dal 2027 misure obbligatorie per la protezione dal caldo e il monitoraggio delle ondate, e che i Comuni sono chiamati a predisporre piani propri. L'assessora al sociale Rosmarie Pamer ha riferito che, interpellati, Merano e Bolzano hanno risposto che i luoghi di sosta climatizzati ci sono ma sono poco utilizzati, perché spesso gli anziani fanno fatica ad arrivarci. Il consigliere Franz Ploner ha ricordato che in Francia i Comuni affidano ai servizi sociali il compito di visitare gli anziani che vivono soli, e che si potrebbe fare anche in Alto Adige.10 La proposta che segue parte da queste due osservazioni: i luoghi ci sono ma non si raggiungono, e chi è solo va cercato a casa.

Che cosa sappiamo da altrove

Barcellona. La rete dei rifugi climatici nell'estate 2026 conta più di 500 spazi: biblioteche, centri civici, musei, scuole, parchi e, come «micro-rifugi», più di sessanta farmacie, negozi ed enti. Il Comune non ha costruito nulla: ha censito ciò che c'era, lo ha segnalato con un cartello alla porta e una mappa e ha indicato le condizioni raccomandate (aria condizionata intorno ai 26 °C, sedute e, preferibilmente, acqua gratuita). Il risultato che conta è la distanza: il 99,2% dei residenti ha un rifugio entro dieci minuti a piedi, il 76,8% entro cinque. Il limite è agosto: in una domenica di agosto la copertura entro dieci minuti scende al 92,3% dei residenti, e secondo uno studio ripreso dal Fatto Quotidiano in quei giorni è aperto solo il 48% circa della rete.11 Prendendo Barcellona a modello, Legambiente stima per l'Italia un fabbisogno minimo di almeno 5.900 rifugi, fino a quasi 17 mila per una rete più capillare: in proporzione agli abitanti, uno ogni 10 mila circa nel primo caso, uno ogni 3.500 nel secondo. Per Bolzano vorrebbe dire da una decina a una trentina di luoghi.12

Parigi. Dal 2004 il Comune tiene un registro volontario, oggi chiamato REFLEX, per le persone anziane isolate o con disabilità: ci si iscrive per telefono o con un modulo, da soli o tramite un parente, un vicino o il medico. Quando scatta l'allerta, operatori incaricati dal Comune telefonano agli iscritti entro le prime 48 ore, con un secondo giro se l'ondata dura, e un questionario che assegna a ciascuno un punteggio. La pagina del municipio del XX arrondissement, aggiornata a giugno 2026, indica i beneficiari in 9.600 in un punto e in circa 10.650 in un altro; nel 2019 France Bleu riferiva di circa 7.500 iscritti, con un'età media di 84 anni.13 La base è una legge del 2004, nata dopo l'estate del 2003, che obbliga ogni comune francese a tenere un registro delle persone vulnerabili.

Francia e Italia, i piani. Dopo i quasi 15 mila morti dell'agosto 2003, la Francia ha costruito un piano nazionale: allerte, registri comunali, chiamate, informazione. Nell'ondata di calore del luglio 2006, a parità di temperature, i decessi in eccesso sono stati circa 2.000 contro i circa 6.400 che il modello costruito sugli anni precedenti faceva attendere.14 In Italia il piano nazionale esiste dal 2004; uno studio su 23 città ha confrontato gli anni 1999–2002 con tre periodi fra il 2005 e il 2016 e ha trovato che la quota di decessi attribuibile al caldo è scesa dal 6,3% al 4,1%, pari a circa 1.900 decessi evitati.15

Le città italiane, estate 2026. Milano ha indicato 116 «spazi freschi» nei nove municipi, fra aree verdi ombreggiate con panchine e fontanelle, case di quartiere e biblioteche climatizzate; Bologna 24 rifugi climatici, quelli al chiuso con aria condizionata, sedute, bagni e acqua, più un progetto che usa i portici come percorsi ombreggiati fra l'uno e l'altro; Firenze 53 rifugi, e nelle estati 2022 e 2025 aveva chiesto ai medici di famiglia di segnalare gli anziani soli alla sorveglianza attiva; Verona un ascolto telefonico settimanale per gli over 80, a cui si aderisce tramite i Centri sociali territoriali. Già nel 2025 Aosta monitorava al telefono circa 600 persone.16 A Trento la rete «Pronto Pia», raccontata dall'Adige nel 2017, metteva insieme 250 volontari di 25 associazioni per gli anziani soli: compagnia, accompagnamenti, piccole commissioni e pratiche, ritiro e consegna dei prelievi.17

Quanto sono solide queste prove

Sulle due misure che propongo le prove hanno forza diversa, ed è giusto dirlo. Che il fresco dia sollievo al corpo è dimostrato, ma l'effetto dura quanto la sosta: in un esperimento di laboratorio, due ore al fresco durante una giornata di nove ore di caldo hanno abbassato di circa 0,8 °C la temperatura interna di persone anziane, che però è risalita al rientro al caldo, senza differenze nella frequenza cardiaca. Nello studio caso-controllo sull'ondata di Chicago del 1995, chi aveva in casa un condizionatore funzionante o un mezzo per spostarsi aveva un rischio di morire stimato in circa un terzo di quello degli altri.18 Conta quindi il tempo passato al fresco, e chi non ha il fresco in casa deve poterlo raggiungere. Che una rete di rifugi riduca i decessi in una città, invece, nessuno lo ha ancora misurato sul campo: una revisione sistematica del 2025 non ha trovato studi con esiti di salute reali di chi usa i centri.19 Il punto debole è l'uso: in un'indagine sugli anziani dell'Arizona solo l'8% ci era mai andato e il 36% sapeva dove si trovasse un centro; nelle indagini sulla popolazione generale di alcune città americane li usava fra il 4% e il 9% delle persone, e a Toronto meno di un quarto degli intervistati sapeva che esistessero. Le barriere più citate sono non sapere dove sono, il trasporto e non poter portare con sé gli animali.20 La difficoltà di arrivarci è la stessa che Bolzano ha segnalato alla Provincia. Le chiamate attive hanno prove migliori ma indirette: in Francia e in Italia i piani completi, di cui le chiamate e la sorveglianza sono una parte, sono seguiti da una mortalità da caldo molto più bassa, ma sono confronti prima-dopo, e il merito va all'insieme (allerta, informazione, aria condizionata più diffusa, consapevolezza), non a una sola misura. Il loro vantaggio è un altro: raggiungono chi non esce di casa, cioè proprio le persone che un rifugio non raggiunge. Per questo propongo le due cose insieme, e propongo di misurarle.

Che cosa propongo

Due cose semplici, da fare prima dell'estate 2027, con ciò che la città ha già.

Una rete di luoghi freschi, segnalata e misurata. Il Comune censisce gli spazi pubblici e privati climatizzati o naturalmente freschi che accettano di aprire la porta a chiunque nei giorni di caldo: biblioteche civiche e provinciali, sale e centri civici di quartiere, musei, chiese che lo vogliano, le due sedi di «Un'estate da brivido», i centri commerciali, i parchi con ombra e acqua. Fissa requisiti minimi, sul modello delle raccomandazioni di Barcellona: sedute, acqua da bere, un bagno dove possibile, temperatura intorno ai 26 °C, nessun obbligo di consumare. Ogni luogo ha un cartello alla porta, uguale in tutta la città, e tutti stanno su una mappa in tre lingue, cartacea e online, con gli orari. L'obiettivo è che ogni abitante ne abbia uno entro dieci minuti a piedi; si verifica sulla mappa, quartiere per quartiere.

La materia prima c'è. In OpenStreetMap, dentro i confini del Comune, risultano 16 biblioteche, 11 sale e centri civici, 14 musei, 60 luoghi di culto, 87 parchi e giardini aperti al pubblico e 122 fontanelle: anche togliendo le biblioteche di scuole e istituti, sono più di trenta spazi al chiuso prima ancora di contare le chiese e i negozi.21 La tabella sotto li distribuisce per quartiere. Il quartiere Europa-Novacella è il meno dotato: due biblioteche, quattro sale, nessun museo, sei fontanelle. Nei dati non c'è scritto quali luoghi siano climatizzati né quali aprano d'estate: è la prima cosa che il censimento deve accertare.

Luoghi freschi possibili a Bolzano, per quartiere, secondo OpenStreetMap (ottobre 2026)

QuartiereBibliotecheSale e centri civiciMuseiLuoghi di cultoParchi e giardiniFontanelle
Centro-Piani-Rencio427261645
Gries-San Quirino612122825
Europa-Novacella240246
Don Bosco33293428
Oltrisarco-Aslago11311518
Bolzano1611146087122

Conteggio degli elementi di OpenStreetMap dentro il confine comunale, assegnati ai cinque quartieri amministrativi; parchi, giardini e fontanelle solo se non segnati come privati; le biblioteche includono quelle universitarie, scolastiche e di enti di ricerca. OpenStreetMap è aggiornata da volontari e può essere incompleta: i numeri sono un punto di partenza per il censimento, non il censimento.21

Orari di allerta. Nei giorni in cui il bollettino nazionale segna il livello 2 o 3 per Bolzano, almeno un luogo per quartiere resta aperto fino alle 20 e il sabato, e in agosto non chiude. Sono le ore in cui le case non si raffreddano più e i servizi diurni hanno già chiuso. «Un'estate da brivido» continua come oggi, per chi ha bisogno di pranzo e trasporto.

Un registro e una telefonata. L'Azienda Servizi Sociali apre un registro volontario, sul modello parigino, per le persone di 75 anni e più che vivono sole; ci si iscrive con il numero Emergenza Anziani che esiste già, con un modulo cartaceo o tramite un parente, il medico di famiglia, la farmacia o la parrocchia. Ad aprile il Comune scrive a tutti i residenti di 75 anni e più che risultano vivere soli in anagrafe, con l'invito a iscriversi e la mappa dei luoghi freschi. Nei giorni di allerta ogni iscritto riceve una chiamata ogni due giorni, da un operatore o da un volontario formato, con poche domande scritte dai medici: come sta, beve, la casa è fresca, ha qualcuno. Chi dà risposte che preoccupano viene passato all'assistenza domiciliare o al medico il giorno stesso. Obiettivo per il primo anno: mille iscritti, circa uno su sei fra i possibili destinatari.

Trasporto e accompagnamento. Poiché il problema dichiarato è arrivarci, nei giorni di allerta il numero Emergenza Anziani può prenotare un passaggio verso il luogo fresco più vicino, con i mezzi già usati per «Un'estate da brivido» e con i volontari delle associazioni, e i luoghi freschi dei quartieri meno serviti vengono scelti vicino alle fermate degli autobus.

Contare, e dirlo. Ogni luogo fresco tiene un conteggio degli ingressi nei giorni di allerta; il registro conta iscritti, chiamate, risposte e casi passati ai servizi; a fine estate il Comune pubblica tutto, in forma aggregata e per quartiere, insieme ai dati dell'Azienda sanitaria sugli accessi al pronto soccorso.

Un primo passo che Bolzano può fare da sola

Non serve aspettare il piano provinciale. Entro marzo 2027 il Comune può deliberare la rete e il registro in via sperimentale per un'estate, chiedere a biblioteche, centri civici e musei quali spazi mettono a disposizione e con quali orari, stampare la mappa e spedire la lettera. La lettera costa poco ed è la cosa che fa la differenza: senza, il registro resta vuoto, come i rifugi senza cartello.

Quanto costa

Le cifre sono stime d'ordine di grandezza, costruite su ipotesi dichiarate, da verificare con il Comune e con l'Azienda Servizi Sociali. Quasi tutto il costo è personale e comunicazione: gli edifici ci sono già.

Costo di un'estate, con 1.000 iscritti al registro e 15 giorni di allerta

VoceEuroIpotesi
Censimento dei luoghi, cartelli, mappa in tre lingue25.000rilievo, grafica, stampa, pagina web con la mappa
Aperture serali e del sabato nei giorni di allerta36.0005 luoghi, 15 giorni, 8 ore in più al giorno, 2 persone: 1.200 ore a 30 euro l'ora
Acqua, sedute, ventilatori, termometri10.000dotazione minima per i luoghi che non l'hanno
Campagna informativa in lingua facile10.000manifesti, volantini nelle farmacie e negli ambulatori, tre lingue
Lettera ai residenti di 75 anni e più che vivono soli12.000circa 6.000 lettere con modulo e busta di ritorno, 2 euro l'una
Chiamate durante le allerte15.0001.000 iscritti, una chiamata ogni due giorni per 15 giorni: 7.500 chiamate di 4 minuti, 500 ore a 30 euro l'ora
Coordinamento del registro27.500mezza persona all'anno nell'Azienda Servizi Sociali, 55 mila euro di costo aziendale a tempo pieno
Telefonia e software del registro10.000numero esistente, gestionale semplice
Visite a domicilio dopo le chiamate11.0005% delle chiamate, 375 visite di un'ora a 30 euro
Valutazione25.000conteggi, indagine telefonica a fine estate, analisi dei dati del pronto soccorso
Totale181.500circa 1,70 euro per abitante; la parte del registro, 75.500 euro, costa circa 76 euro per iscritto

Se le chiamate le fanno volontari formati, come a Trento, la voce relativa quasi sparisce e il totale scende sotto i 170 mila euro; se gli iscritti sono 2.000, le chiamate e le visite raddoppiano e il totale sale a circa 210 mila euro. Per un confronto: la sola rete dei luoghi freschi, 81 mila euro, costa meno di un euro per abitante.

Come sapremo se funziona

  • Copertura. Quota di abitanti con un luogo fresco aperto entro dieci minuti a piedi, misurata sulla mappa: almeno il 90% nel 2027, in ogni quartiere.
  • Uso. Ingressi nei luoghi freschi nei giorni di allerta rispetto ai giorni normali, contati alla porta; almeno 500 iscritti al registro entro il 30 giugno 2027 e 1.000 entro la fine dell'estate.
  • Chiamate. Quota di iscritti raggiunti a ogni giro di chiamate (obiettivo: almeno l'80%) e numero di casi passati all'assistenza domiciliare o al medico.
  • Conoscenza. A settembre, un'indagine telefonica breve su un campione di residenti di 75 anni e più: sa dov'è il luogo fresco più vicino? sa che esiste il registro? Lo stesso tipo di indagine campionaria che l'ASTAT ha condotto sugli anziani nel 2023.
  • Esiti. Accessi al pronto soccorso di Bolzano delle persone di 75 anni e più nei giorni di allerta, e mortalità giornaliera nelle stesse persone, confrontati con le estati 2024–2026 e con una città simile che non ha fatto lo stesso, per esempio Merano o Trento. Un'estate sola non basta a vedere un effetto sui decessi; serve dirlo prima.

A fine settembre 2027 una verifica decide: si prosegue, estendendo la rete, se gli iscritti sono almeno 500 e l'uso dei luoghi è stato contato; si corregge, spostando luoghi e orari, se l'uso si concentra in un quartiere o nelle ore sbagliate; si chiude la parte del registro se, nonostante la lettera, gli iscritti restano sotto i 200. I risultati vengono pubblicati in ogni caso.

Obiezioni

«I luoghi climatizzati ci sono già, e nessuno ci va.» È ciò che il Comune ha risposto alla Provincia, ed è l'argomento più serio. Ma un luogo che nessuno sa dov'è e che chiude alle 17 non è un rifugio. Barcellona ha scoperto che contano il cartello, la mappa, gli orari e la distanza a piedi; e per chi non ce la fa ad arrivarci la risposta non è un altro luogo, è la telefonata e il passaggio.

«Non ci sono prove che i rifugi salvino vite.» È vero, lo scrivo sopra. Per questo propongo di contare gli ingressi e di confrontare pronto soccorso e decessi: Bolzano può essere una delle prime città a misurarlo. E le chiamate attive hanno un fondamento migliore, nei piani francese e italiano.

«Il registro è un'intrusione nella privacy.» L'iscrizione è volontaria e revocabile, i dati restano all'Azienda Servizi Sociali, la lettera usa solo età e stato di famiglia dell'anagrafe comunale, come già fanno gli inviti alle vaccinazioni. In Francia il registro è previsto da una legge ed è usato da vent'anni.

«Lo farà la Provincia dal 2027.» Il Piano sanitario prevede misure obbligatorie, ma i Comuni sono chiamati a fare piani propri, e la Giunta lo ha detto in aula. Se il piano provinciale arriverà, questa rete sarà il pezzo di Bolzano; se tarderà, l'estate 2027 non aspetta.

«Meglio alberi e piazze verdi.» Sì, e vanno fatti: ma un albero piantato nel 2027 fa ombra nel 2037. La rete e il registro valgono dalla prima estate, e costano meno di una piazza.

«Costa.» Meno di 2 euro per abitante per un'estate. Il Comune spende già per «Un'estate da brivido», che continua; la cifra non è pubblicata, e andrebbe messa accanto a questa.

Che cosa non so ancora

  • Quante persone di 75 anni e più vivano sole a Bolzano: la mia è una stima dalle medie del Censimento; l'anagrafe comunale lo sa con esattezza.
  • Quali luoghi pubblici siano climatizzati e quali aprano d'estate, con quali orari: OpenStreetMap non lo dice, il censimento sì.
  • Che cosa fanno oggi a Bolzano l'Azienda sanitaria e i medici di famiglia nei giorni di allerta: se esista un'anagrafe dei suscettibili e quante persone raggiunga.
  • Quanto costa «Un'estate da brivido» e quanti partecipanti ha avuto nel 2025 e nel 2026.
  • In che giorno e in che forma il Consiglio comunale abbia respinto le 17 proposte di fine giugno 2026, e con quali voti: ho solo un resoconto di stampa del 1° luglio.
  • Gli intervalli di incertezza e la ripartizione per età della stima di 43 decessi per il caldo a Bolzano nel 2026, nel rapporto originale.
  • Se Bolzano sia fra i 54 comuni in cui il Ministero sorveglia la mortalità giornaliera, dato che servirebbe per la valutazione.

Ogni correzione verrà registrata nel diario e in una nuova versione di questa pagina.

Fonti

  1. Eurac Research, Climate Change Monitoring South Tyrol, «Tropical nights», aggiornato il 13 ottobre 2026, su dati dell'Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe della Provincia autonoma di Bolzano (CC BY 4.0). Serie annuale di Bolzano 1961–2025 e filtro passa-basso letti dal grafico «Tropical nights in Bolzano» il 29 ottobre 2026; medie per decennio calcolate da me.
  2. il Dolomiti, «Meteo, l'estate degli estremi in Alto Adige», 31 agosto 2026, sul bilancio di Dieter Peterlin, Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe.
  3. ANSA, «Caldo in Alto Adige, pronto soccorso sotto controllo, accessi +10%», 26 giugno 2026.
  4. London School of Hygiene and Tropical Medicine, comunicato sullo studio «Heat-related urban mortality attributable to human-induced climate change in Europe in summer 2026» (Imperial College London e LSHTM), 23 ottobre 2026; M. Sartori, «Caldo, 92 morti tra Trento e Bolzano solo nell'ultima estate», il Dolomiti, 28 ottobre 2026, con i valori per Bolzano e Trento ripresi da IrpiMedia.
  5. ASTAT, Istituto provinciale di statistica, Atlante statistico: popolazione di 65 anni e più, famiglie anagrafiche, persone che vivono sole per classe di età, Bolzano al 31 dicembre 2025. Consultato il 29 ottobre 2026. I dati del Comune riportati dall'ANSA il 5 agosto 2026 hanno un riferimento diverso e danno 50.990 famiglie e 23.360 famiglie di una sola persona.
  6. ISTAT, «Anziani: la condizione abitativa e le persone su cui contare. Anno 2023», 18 febbraio 2026, Censimento permanente della popolazione 2023: prospetto 1 (famiglie unipersonali di 75 anni e più per ripartizione e grado di urbanizzazione) e figura 3 (anziani soli senza nessuno su cui contare). La stima per Bolzano è mia.
  7. Comune di Bolzano, «Un'estate da brivido 2026», comunicato del 27 aprile 2026; per le edizioni precedenti, comunicato del 17 giugno 2024 e comunicato del 12 giugno 2025.
  8. Ministero della Salute, circolare n. 3873 del 21 maggio 2026 sul sistema operativo nazionale di prevenzione degli effetti del caldo (testo): bollettini per 27 città dal 25 maggio al 20 settembre, prorogabili fino al 30 settembre; «Linee di indirizzo per la prevenzione. Ondate di calore e inquinamento atmosferico», aggiornamento del 28 luglio 2026, con il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio (copia in PDF): anagrafi dei suscettibili, sorveglianza attiva dei medici di medicina generale durante le ondate di calore, accessi domiciliari al livello 2.
  9. BGS News – Buongiorno Südtirol, «Bolzano, nessun via libera alle misure contro l'afa. Scontro in Consiglio comunale», 1° luglio 2026.
  10. Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, «Lavori Consiglio: misure contro il caldo torrido, Long Covid», comunicato del 10 settembre 2026, sulle mozioni n. 443/26 (Team K, presentata il 24 luglio 2026) e n. 448/26 (Gruppo Verde, presentata il 17 agosto 2026); testo della mozione 448/26 fra gli atti politici. Le citazioni vengono dal comunicato originale, letto il 29 ottobre 2026; la ripresa diffusa lo stesso giorno dall'Agenzia giornalistica Opinione ha un testo più breve, senza le date di presentazione e senza i riferimenti a Merano, a Bolzano e alla Francia.
  11. Ajuntament de Barcelona, Info Barcelona, «More than 500 climate shelters to combat the heat this summer 2026», 16 giugno 2026; pagina della rete dei rifugi climatici, con le condizioni raccomandate; il Fatto Quotidiano, articolo sui rifugi chiusi in agosto, 20 agosto 2026, che riprende lo studio di Desca sulla disponibilità della rete nelle domeniche di agosto.
  12. Legambiente, stima ripresa da Avvenire, «Emergenza caldo, il pressing di sindaci e ambientalisti: misure subito, più soldi per le buone pratiche», 29 giugno 2026: sul modello di Barcellona, almeno 5.900 rifugi in Italia, quasi 17.000 per una rete più capillare. Le proporzioni sono mie: circa 59 milioni di abitanti in Italia diviso 5.900 e 17.000 dà circa 10.000 e 3.500 abitanti per rifugio; i 106.901 abitanti di Bolzano danno quindi circa 11 e circa 31 rifugi.
  13. Mairie du 20e arrondissement de Paris, «Le fichier REFLEX», giugno 2026; France Bleu / ICI, «Pendant la canicule, la ville de Paris appelle et prend des nouvelles de ses anciens», 26 giugno 2019 (non raggiungibile il 29 ottobre 2026: le cifre del 2019 sono riferite come le riportava l'articolo, senza un secondo controllo). Base legale: legge n. 2004-626 del 30 giugno 2004 (registro nominativo) e decreto n. 2004-926 del 1° settembre 2004 (compiti del sindaco), secondo Landot Avocats, «Plan canicule 2017: quelles sont les obligations du maire?», 14 giugno 2017.
  14. A. Fouillet, G. Rey, V. Wagner e altri, «Has the impact of heat waves on mortality changed in France since the heat wave of 2003? A study of the 2006 heat wave», International Journal of Epidemiology, 37 (2008), pp. 309–317.
  15. F. de' Donato e altri, «Temporal variation in the effect of heat and the role of the Italian heat prevention plan», Public Health, 161 (2018), pp. 154–162 (23 città; periodo 1999–2002 contro tre periodi fra il 2005 e il 2016). Lo studio è ripreso da ECCO, «Quanto si muore di caldo in Italia?», policy briefing, 14 ottobre 2026, con una stima di 14.500 decessi evitati che non ho potuto ricontrollare e che non uso.
  16. Sky TG24, «Rifugi climatici contro il caldo estremo, dove sono», aggiornato nel 2026; Open, «Caldo record, i rifugi climatici: cosa sono e dove si trovano in Italia», 24 giugno 2026; VDossier, «I rifugi climatici come risposta all'emergenza», 1° settembre 2026; Il Post, articolo del 24 giugno 2026 sui piani contro il caldo delle città (Bologna, Firenze); Comune di Bologna, pagina sui portici come percorsi ombreggiati, novembre 2025; greenMe, articolo del 2025 sui servizi per gli anziani durante il caldo (Aosta); Comune di Verona, opuscolo «Estate Anziani 2026», progetto «Lo so che non sono solo».
  17. l'Adige, «Pronto Pia per gli anziani, a Trento una rete di volontariato», 13 giugno 2017.
  18. R. D. Meade e altri, «Efficacy of cooling centers for mitigating physiological strain in older adults during daylong heat exposure: a laboratory-based heat wave simulation», Environmental Health Perspectives, 131 (2023); J. C. Semenza e altri, «Heat-related deaths during the July 1995 heat wave in Chicago», New England Journal of Medicine, 335 (1996), pp. 84–90, studio caso-controllo (abstract: odds ratio 0,3 per chi aveva un condizionatore funzionante e per chi aveva accesso a un mezzo di trasporto). I valori della temperatura interna e della frequenza cardiaca sono quelli della tesi di dottorato di R. D. Meade (Università di Ottawa) e di G. W. McGarr e altri, Physiology & Behavior, 2023, sullo stesso esperimento.
  19. Oxford Open Climate Change, «Public health effectiveness of cooling centres during periods of adverse hot weather: a systematic review», 2025.
  20. Centers for Disease Control and Prevention, «The use of cooling centers to prevent heat-related illness», sintesi delle indagini sull'uso e sulla conoscenza dei centri (fra cui Sheridan 2007, popolazione generale di Dayton, Philadelphia e Phoenix); Public Health Ontario, revisione rapida sulle popolazioni vulnerabili al caldo, agosto 2023, con l'indagine sugli anziani in Arizona e il dato di Toronto.
  21. OpenStreetMap, © OpenStreetMap contributors, licenza ODbL 1.0; estrazione del 29 ottobre 2026 con l'interfaccia Overpass (dati al 10 agosto 2026) degli elementi segnati come biblioteca, centro civico, museo, luogo di culto, parco, giardino, fontanella, fontana, piscina e centro commerciale dentro il confine comunale di Bolzano, assegnati ai cinque quartieri amministrativi. Il file è in lavoro/grezzi/osm_luoghi_freschi_bz.csv del progetto.